Rosso ciliegia

ROSSO CILIEGIA

Tanto alletta e molto tenta la ciliegia per il suo colore che ammicca fra il verde fogliame e per la sua squisita bontà. Apre la stagione dei frutti saporosi.

La “rossa” ha tutti i titoli speciali per essere uno straordinario alimento, un ottimo supplemento di altri cibi, un autentico medicamento. Medicamento completo dal momento che la sua polpa, il suo nocciolo, il suo picciolo e perfino la gomma che a volte cola dal suo tronco , racchiudono elementi ottimi per la salute.

Questo frutto era apprezzato anche da Galeno che ne consigliava l’uso per l’intestino pigro e i saggi della vecchia Scuola Salernitana hanno affermato: “ Se mangerai ciliegie, ne avrai grandi doni. Ti puliranno lo stomaco, il loro nocciolo ti libererà la vescica dalle pietre, la sua polpa farà migliore tutto il sangue del tuo corpo”.

Cito alcune curiosità dei dotti salernitani: l’olio spremuto delle piccole mandorle, racchiuse nel nocciolo, veniva impiegato localmente per sedare i dolori provocati dall’artrite, per le verruche e porri, per le macchie della pelle. La gomma che, nel periodo estivo, cola dal tronco era consigliata (sciolta nel vino) per calmare la tosse persistente e per stimolare l’appetito.

Inoltre i medici moderni riconoscono la polpa di tale frutto rosso come un autentico antiurico, antireumatico e antigottoso. Le ricerche hanno dimostrato che nella ciliegia si trova una sostanza in grado di eliminare l’acido urico dall’organismo. A ciò si aggiunge anche l’azione diuretica del suo picciolo.

Il vecchio medico di campagna dei miei nonni non prescriveva, se non in casi gravi, i diuretici bensì questo decotto che oggi trascrivo per voi.

Ricetta decotto: bollire 100 g di piccioli in un litro di acqua. Dopo di ché versare il liquido su 200 g di ciliegie fresche (si può realizzare anche con piccioli e ciliegie essiccate) lasciando in infusione per 15 minuti, spremendo il tutto leggermente. Filtrare e bere il decotto nell’arco della giornata.

Ricordarsi sempre che, prima di mangiarle, vanno lavate e asciugate strofinandole con un panno di lino o di cotone dalla trama fine. I frutti devono essere colti a giusta maturazione perché dopo essere stati staccati dall’albero non maturano più. Non scegliere le ciliegie stramature e rammollite perché potrebbero contenere un vermiciattolo, pure lui goloso della polpa. Ma don’t worry! Anche se il colpevole passasse inosservato e arrivasse nel nostro stomaco ci pensa il succo gastrico a distruggerlo.

La loro conservazione dura qualche giorno in frigorifero, devono essere riposte possibilmente in un contenitore di vetro coperto e lontano da alimenti aromatici poiché esse assorbono gli odori. Si possono congelare, cospargendole di zucchero di canna, per utilizzarle in seguito nei dei dolci invernali.

***

Da bambino volevo guarire i ciliegi, quando rossi di frutti li credevo feriti” (Fabrizio De André)

***

Giulia Zeroni

(articolo pubblicato su rivista online, Top Life Magazine, non più attiva)