CYDONIA OBLONGA: IL POMO D’ORO

Il melo cotogno, dal greco “kidónion” (mélon), è una pianta molto antica, coltivata in Babilonia già 4.000 anni fa.

I Greci ne apprezzavano il frutto perché credevano che allontanasse gli influssi maligni, lo consideravano anche un simbolo di amore e fertilità, quindi molto utilizzato nei riti nuziali.

La mela cotogna, sacra ad Afrodite, ha ispirato la credenza che i “pomi d’oro di Ercole” fossero proprio tali frutti. Inoltre, un tempo, erano impiegati come profumo sia nelle stanze, sia nella biancheria.

Il medico, botanico e poeta del Rinascimento Castore Durante dichiarava: “molti affermano che se le donne gravide mangiano le cotogne, partoriscono figliuoli industriosi e di acutissimo ingegno”.

Ed ancora: l’erborista di Dio, medico naturalista Santa Ildergarda, sostiene che il pomo d’oro è utile per le piaghe da decubito e la gotta. Oggi le forme di cura attribuite al frutto riguardano i reumatismi, mangiando la polpa cotta. I semi, bolliti fino a raggiungere la densità mucillaginosa, servono per cicatrizzare le ragadi delle mammelle.

Quando si acquistano i frutti devono essere sodi e presentare la buccia gialla. Se fossero ancora verdi, lasciarli maturare a temperatura ambiente.

La cotogna contiene potassio, vitamina C, rame, è considerata benefica per l’apparato gastrointestinale. L’industria farmaceutica ne sfrutta soprattutto i semi per il loro alto contenuto di pectina e creano prodotti con azione antinfiammatoria su mucose di stomaco e intestino.

La polpa, molto dura, ha un aroma delicato e piacevole, il sapore è aspro, questo è dovuto all’elevato tenore di tannino, ciò ne rende difficile il consumo crudo. Quando è tagliata si ossida rapidamente, perciò si dovrà irrorare con del succo di limone per impedire che annerisca. Dopo la cottura diventa rosa o rossa, perde l’acredine e ne escono delle confetture e delle gelatine veramente superbe, come la squisita cotognata. Io ho appena fatto la marmellata e la purea, congelando alcuni vasetti che utilizzerò durante l’inverno per preparare dei dolci o accompagnare i formaggi.

Giulia Zeroni

Consulente del Ben-Essere su misura

(articolo pubblicato sul quotidiano “Mondoliberonline.it”, non più attivo)