UN NUTRIMENTO ENERGETICO PER IL PROPRIO BABY

La nascita è un trauma: emergere in un mondo nuovo, fatto di aria, di luminosità e di suoni forti fa sì che il neonato si separi da quella sicurezza ovattata data dalla propria madre e insieme viene  spezzato quel legame energetico che si è instaurato fra i due nel periodo di gestazione. Sottovalutiamo sempre tale momento traumatico, anche perché in seguito non ne abbiamo ricordo, questo resta sopito nei circuiti della nostra memoria.

Il feto per nove mesi ha sentito sempre un contatto intorno a sé, dal liquido amniotico alle temperate pareti dell’utero che lo hanno continuamente cullato, protetto e improvvisamente si ritrova solo e nudo, dopo aver pure faticato per uscire alla luce. Ciò potrebbe interferire, purtroppo, sullo sviluppo psichico della sua futura vita.

Quindi mantenere il contatto da subito diventa essenziale. Il tatto è un dono prezioso con cui si può esprimere, attraverso dei gesti, tutto l’amore e la gentilezza possibili, almeno fino al momento in cui il figlio arriva alla sua autonomia, alla sua indipendenza.

Non è viziare, è nutrire

Instaurare un rapporto positivo con un massaggio, fatto di carezze è un nutrimento funzionale imprescindibile per il bambino. Imparare a massaggiare i propri piccoli è un’esperienza di benessere per entrambi i genitori e  tuttavia può diventare un’alternativa ai farmaci calmanti.

L’amore del genitore espresso attraverso il contatto è un valido supporto per diversi aspetti: favorisce il rilassamento, così che possa riposare più tranquillo e a lungo nella notte.  Idoneo per una sana crescita. Serve a far scomparire il malessere, soprattutto quando si presentano le coliche.

Ancora: il massaggio migliora la digestione e la circolazione, aumenta la resistenza alle malattie ed è fondamentale per il senso di sicurezza che il neonato riceve con il contatto stretto con la madre. Naturalmente il massaggio non dovrà mai essere esercitato meccanicamente. E quanto più è delicato il contatto tanto più sarà la percezione interna del bambino. Si forma proprio un legame emozionale straordinario e uno scambio di energia molto positiva che con la nascita si interrompe, instaurando così “un continuum” dell’universo intrauterino.

Qualche volta però le cose non vanno per il verso giusto: ci può essere bisogno dell’incubatrice o di interventi medici che potrebbero interferire con il nuovo legame che si va ad instaurare fra madre e figlio. Nel peggiore dei casi può capitare persino l’eventualità che il neonato sia abbandonato. Ecco che si fa presente la necessità che qualcun altro o il personale infermieristico dell’ospedale provveda a non lasciare senza carezze e abbracci il neonato.

Nella prima fase della vita è di vitale importanza essere amati.

Non è solo il massaggio, ovviamente, che permette di mantenere uno stretto contatto corporeo con il proprio baby. L’allattamento al seno, ad esempio, è il classico modo attraverso il quale il figlio può esperire il contatto intimo pelle a pelle e invece oggi, sfortunatamente, molte madri non allattano più per non sciupare il loro seno. Nel caso di allattamento artificiale allora è importante che il bimbo venga, comunque, tenuto appoggiato sul seno nudo della madre.

Una pratica  parecchio vantaggiosa, per continuare una stretta relazione fisica, sarebbe quella di portare il baby in un marsupio, invece di lasciare i bambini per molto tempo in carrozzina.

Inoltre i benefici del contatto si possono ottenere con un’altra pratica piacevole: fare il bagno con uno dei genitori. Non solo. Portare nel lettone il figlio quando si sveglia agitato, accarezzarlo e parlargli sottovoce con tenerezza vuol dire rassicurarlo che non è solo con le sue paure.

Lasciar piangere il bebè costituisce un fattore di stress molto forte, che col tempo potrebbe danneggiare il sistema nervoso. Con il pianto vuole sicuramente comunicare un suo disagio e un suo bisogno e se resta inascoltato, inevitabilmente, si instaurano in lui dei comportamenti ancora più problematici come rabbia, delusione, nervosismo, capricci non facili poi da gestire.

Il piccolo che si sente compreso, capito, accudito con amore e dolcezza imparerà più facilmente a gestire in seguito le proprie emozioni.

Alcune brevi considerazioni: subito dopo il parto evitare di massaggiare l’ombelico fino a che esso non si è cicatrizzato. E’ utile portare attenzione ai bisogni del bambino, alle sue reazioni e adeguarsi alla sua tolleranza. Accarezzarlo o massaggiarlo delicatamente e per un tempo breve. Quando sembra che non vuole più essere toccato,  è giunto il momento di smettere.

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“Le braccia di una madre sono fatte di tenerezza. E i bambini vi dormono profondamente” (Victor Hugo)

by Giulia – Shanti & Alchemy

 

 

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